Francesco's profilePianeta MecPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
FORZA INTER E... ARRIVEDERCI !
Innanzitutto è d'obbligo celebrare il 17° scudetto dell'Inter, giunto al termine di un campionato dominato e in cui si è coronato un mio piccolo sogno da tifoso, vedere in Italia, alla guida dei nerazzurri, un tecnico di valore assoluto come Josè Mourinho. Detto questo, è il momento di comunicare che PIANETA MEC si prenderà una lunga pausa estiva, in attesa di decidere cosa fare del mio blog, che ha quattro anni di vita. Un'eternità, se rapportata alla rapidità con cui nel web nascono e finiscono cose nuove. Facebook, ad esempio: un anno fa sapevo a malapena della sua esistenza, oggi è uno dei primi siti che apro ogni volta che mi connetto a internet. Sono iscritto, ammetto di aver un po' ceduto alla sua potenza attrattiva, lo frequento pur senza esserne un "maniaco", ma sono convinto che - al di là della sua utilità per condividere contenuti e per ritrovare persone perse di vista negli anni - sotto sotto stia facendo morire quella bella realtà che sono i blog e i siti personali e il loro patrimonio di fantasia individuale: tutti vanno su Facebook e aumenta così l'omologazione della gente di oggi... Ma il discorso sarebbe lungo. Tornando al mio blog, non voglio chiudere PIANETA MEC, perché a me piacciono le cose che durano a lungo e resta comunque un sito pieno di immagini e contenuti da rileggere, ma sicuramente andrà ripensato, rinverdito, perché purtroppo non si scappa, il tempo passa, le situazioni si evolvono e allora bisogna sapersi rinnovare, pur restando sempre se stessi. Quindi questo non è un addio, ma un arrivederci, su ciò potete star certi, perché in vita mia non sono tipo da star fermo e qualcosa mi inventerò! Buone vacanze a tutti!
WE'RE NOT ALONE
Film bellissimo, divertente e basato su una storia vera! Alien Autopsy è un film assolutamente da vedere, così come da sentire la canzone di chiusura così piena di energia di cui vi metto il testo qui sotto! C'è proprio tutto sul "mito" degli alieni... Son of Dork yeah ! Standing in crop circles naked The truth the Pentagon ignored If the universe is a place that we call home We've all been abducted The truth is in our backyard The truth the Pentagon ignored If the universe is a place that we call home With the lies that you've been reassured GO! If the universe is a place that we call home We're not alone, we're not alone
GOODBYE SPECTRUM !
Un altro storico impianto dello sport americano sta per essere abbattuto. Fisicamente, ma non nella memoria degli appassionati, che lo continueranno a tenere in mente come luogo di gesta leggendarie. L'edificio in questione è lo Spectrum di Philadelphia, teatro delle partite dei 76ers (o per tutti "Sixers") dal 1967 al 1996 - calcarono il parquet dei miti del basket NBA come Moses Malone e Julius Erving, Darryl Dawkins e Lloyd "World" B. Free - e reso immortale dal film Rocky, ambientato proprio a South Philadelphia. Il 13 marzo 2009, come ultimo saluto, i Sixers (oggi trasferitisi al Wachovia Center) hanno disputato qui la partita vinta 104-101 con i Chicago Bulls. Dopo il Boston Garden e i due stadi newyorkesi del baseball (Yankee e Shea), un altro vecchio impianto verrà raso al suolo. Così va il mondo oggi. Il mondo dello sport americano, che non dimentica i suoi miti ma fa altrettanto presto ad abbattere i suoi teatri. AUGURI A TUTTE LE DONNE !
8 marzo, festa della donna... eh, come si suol dire, se non ci fossero loro... Ligabue Le donne lo sanno le donne lo sanno le donne che sanno e quelle che sanno possono ballare un po' di più le donne lo sanno le donne lo sanno e sanno sia dove e quelle che sanno a strappartelo fuori vogliono ballare un po' di più vogliono sentire un po' di più possono ballare un po' di più al limite del piacere le donne lo sanno le donne l'han sempre saputo vogliono ballare un po' di più al limite del dolore
NBA ALL STAR GAME 2009 @ PHOENIX: I RISULTATI
Ecco i risultati dell'ALL STAR GAME 2009 della NBA svoltosi a Phoenix nel weekend 13-15 febbraio. Gli spunti più interessanti sono stati il titolo di MVP (Most Valuable Player) vinto a pari merito da KOBE BRYANT e SHAQUILLE O'NEAL, perfetto coronamento di un rapporto di odio/amore che c'è sempre stato tra i due, la schiacciata di NATE ROBINSON (alto 1.75) sulle spalle di DWIGHT HOWARD (alto 2.11) alla gara delle schiacciate e soprattutto l'atteggiamento competitivo di giocatori come Kobe o LeBron James, per non parlare di Tim Duncan e Kevin Garnett, che vogliono vincere anche partite come queste che sono votate soprattutto allo spettacolo! NBA ALL STAR GAME Western Conference - Eastern Conference 146-119 GARA DELLE SCHIACCIATE: Nate Robinson (NY Knicks) ROOKIE CHALLENGE Sophomores - Rookies 122-116 D-LEAGUE ALL STAR GAME Red Team - Blue Team 113-103 CELEBRITY GAME EAST SUNRISERS - WEST SUNSETTERS 60-57 NBA ALL STAR GAME 2009 @ PHOENIX
Siamo a metà febbraio ed è nuovamente tempo di NBA ALL STAR GAME! Quest'anno la "partita delle stelle" è ospitata da Phoenix, Arizona, che per un weekend diventa la capitale del mondo NBA con tutti gli annessi e connessi della situazione. Come tutti gli anni, i quintetti delle due squadre sono stati votati dai tifosi via internet, mentre gli altri sette giocatori di ciascun team sono stati selezionati dagli allenatori. Ecco i roster completi che si affronteranno domenica 15 febbraio allo U.S. AIRWAYS CENTER: EASTERN CONFERENCE ALLEN IVERSON (Detroit Pistons) JOE JOHNSON (Atlanta Hawks) Coach: MIKE BROWN (Cleveland Cavaliers) WESTERN CONFERENCE KOBE BRYANT (Los Angeles Lakers) DIRK NOWITZKI (Dallas Mavericks) Coach: PHIL JACKSON (Los Angeles Lakers) Due parole vanno dette sulla città ospitante. Phoenix, grande città nel deserto dell'Arizona, gode di un clima mite e secco e il grande sviluppo sportivo a livello professionistico della città è dovuto in gran parte al manager Jerry Colangelo, che impiantò qui oltre ai Suns di basket anche i Diamondbacks di baseball, i Coyotes di hockey su ghiaccio e le Mercury di basket femminile. A Phoenix ci sono anche i Cardinals di football, che hanno appena perso di un soffio il Superbowl. Per quanto riguarda i Suns, dai colori arancio e viola riportati nel logo di questo All Star Game insieme a un elemento tipico del paesaggio locale, il cactus, non hanno mai vinto un titolo NBA nonostante due apparizioni alle Finali, nel 1976 e nel 1993, quest'ultima con la stella Charles Barkley. Seguono varie stagioni di playoff, poi, dopo una breve decadenza durata dal 2002 al 2004, ecco arrivare coach Mike D'Antoni che per cinque anni trasforma Phoenix nella fabbrica dei sogni: gioco in velocità, punteggi altissimi, un gran playmaker e personaggio come Steve Nash e la sfida di puntare al titolo senza un pivot di ruolo e giocando a cento all'ora. Il miracolo non riesce, arrivano tante vittorie ma non quando servono (nei playoff) e D'Antoni lascia Phoenix nell'estate 2008. Oggi la squadra, a parte Nash e pochi altri, è stata quasi interamente smantellata e fatica a restare aggrappata al treno dei playoff. L'ALL STAR WEEKEND comincia venerdì 13 febbraio con il CELEBRITY GAME (la partita di basket in cui giocano celebrità dello spettacolo) seguito dal ROOKIE CHALLENGE, la sfida tra le matricole e i giocatori al secondo anno. Sabato 14 pomeriggio va in scena il D-LEAGUE ALL STAR GAME, cioè la partita dei migliori giocatori della D-League, il campionato delle riserve, se così si può definire. In serata, ecco il "calderone" del SATURDAY NIGHT con la GARA DELLE SCHIACCIATE, la GARA DEL TIRO DA TRE, la SFIDA DI ABILITA' e lo SHOOTING STARS (vari giochi con squadre composte da un giocatore di oggi, uno del passato e una giocatrice). Domenica 15 sera sempre allo U.S. Airways Center si apre il sipario sul 58° NBA ALL STAR GAME! Ogni informazione su:
SUPERBOWL 2009 & THE BOSS
Nelle foto: Bruce Springsteen; il touchdown decisivo di Santonio Holmes; Ben Rothlisberger, il quarterback degli Steelers campioni. Nel Superbowl, come nella vita, può capitare che vinca la squadra sfavorita e che magari lo faccia all'ultima occasione, come i New York Giants nel 2008 contro gli increduli New England Patriots. Ma nel Superbowl, come nella vita, può capitare benissimo che si avveri il pronostico della vigilia, cioè che vinca la favorita. Non prima, però, di aver dato vita a una partita emozionante e incerta fino all'ultimo secondo e con la squadra "outsider" ad arrivare a un passo dal colpaccio. Così nella finale di Tampa (Florida) i Pittsburgh Steelers hanno battuto 27-23 gli Arizona Cardinals, laureandosi campioni di football NFL 2009. In vantaggio per quasi tutta la partita, nell'ultimo quarto gli Steelers si sono fatti rimontare dai Cardinals, andati in vantaggio prima di subire il touchdown decisivo a 35" dalla conclusione. Per Pittsburgh è il sesto titolo, un record. Per la cronaca della partita, con annessi e connessi, leggetevi pure l'articolo della Gazzetta e di Playitusa.com di cui riporto i link in coda. Più che di football, sport che ha il suo fascino e i suoi spunti di interesse ma a cui comunque ne preferisco molti altri (ogni partita è estremamente spezzettata, ad esempio, e per chi è abituato a basket, calcio e rugby non è il massimo...), volevo parlare dell'halftime show, il concerto che va abitualmente in onda nell'intervallo dei maggiori eventi sportivi americani, come l'All Star Game NBA e appunto il Superbowl. Quest'anno l'ospite era uno scatenato Bruce Springsteen che, accompagnato dalla E Street Band e da un coro gospel, in dodici minuti ha cantato 4 travolgenti canzoni: 10th Avenue Freeze Out, Born to run, la recente, bellissima, Working on a dream e ha chiuso con la trascinante Glory days. Straordinario, su Youtube trovate i video completi. Ancora una volta va sottolineata l'incredibile organizzazione degli eventi sportivi americani: nell'intervallo della partita, in mezzo al campo, in pochissimi minuti è stato montato il palco, il pubblico è sceso sul "parterre" e alla fine in un lasso di tempo altrettanto breve la gente è tornata sulle tribune, è stato smontato il palco e il terreno di gioco è tornato come prima, pronto ad accogliere di nuovo i giocatori. Ve l'immaginate, da noi? Nel bel mezzo di Inter-Milan o Lazio-Roma, montano un palco, si esibisce una star della musica, i tifosi di entrambe le parti scendono sul campo, si mescolano, cantano insieme per un quarto d'ora e poi risalgono sugli spalti per assistere al secondo tempo... http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Altri_Sport/Football_Americano/Primo_Piano/2009/02/02/superbowlXLIII.shtml
10 TRIONFI SPORTIVI INDIMENTICABILI
Ecco i dieci trionfi sportivi che più mi sono rimasti dentro! 01) BASKET - ITALIA CAMPIONE D'EUROPA 1999 02) CALCIO - INTER VINCITRICE COPPA UEFA 1998 03) CICLISMO - MARCO PANTANI VINCITORE GIRO E TOUR 1998 04) CALCIO - ITALIA-NIGERIA 2-1 AI MONDIALI 1994 05) CALCIO - ITALIA CAMPIONE DEL MONDO 1982 06) CALCIO - INTER CAMPIONE D'ITALIA 2008 07) BASKET - ITALIA ARGENTO OLIMPICO 2004 08) CALCIO - INTER CAMPIONE D'ITALIA 1989 09) ATLETICA - BALDINI ORO OLIMPICO MARATONA 2004 10) FORMULA 1 - KIMI RAIKKONEN CAMPIONE DEL MONDO 2007 FUORI CLASSIFICA CALCIO - ITALIA CAMPIONE DEL MONDO 2006
VITERBO UNIVERSITY, WISCONSIN, USA
Esiste in America un'università che porta il nome della mia città. Digitando la parola "Viterbo" su Google, in mezzo ai siti che hanno a che fare con il capoluogo della Tuscia, viene fuori molto presto anche una "misteriosa" Viterbo University. Il sito, www.viterbo.edu , conduce dritto dritto nell'America del Midwest. Precisamente nel Wisconsin, lo stato agricolo famoso per il formaggio, per i leggendari Green Bay Packers di football e per Milwaukee, patria delle Harley Davidson, oltre che dei Bucks nella NBA. Lì, nell'amena città di Lacrosse, circa cinquantamila abitanti sul fiume Mississippi, ha sede la Viterbo University. Cosa c'entra Viterbo nel Wisconsin? Presto detto: l'ateneo nacque nel 1890, quando le Sorelle Francescane dell'Adorazione Perpetua, la cui protettrice è appunto Santa Rosa da Viterbo, fondarono la St. Rose Normal School, un collegio religioso con la missione di preparare le suore all'insegnamento nelle scuole elementari. Nel 1931 l'istituzione venne riconosciuta dallo stato e divenne il St. Rose Junior College, mentre tre anni più tardi aprì le porte anche a donne laiche. Nel 1937 assunse la denominazione di Viterbo College e due anni dopo venne ufficialmente riconosciuto come università femminile che garantisce una laurea di quattro anni. Nel 1970, periodo di grandi cambiamenti, vennero ammessi anche studenti maschi: seguì un periodo di rapida crescita, durante il quale furono costruiti i principali edifici e il centro sportivo. Il 4 settembre 2000 (un giorno sicuramente scelto a caso...) il Viterbo College si è trasformato nella Viterbo University, oggi piccolo ateneo di circa 2500 studenti che si definisce "Università cattolica romana di arti liberali", con rinomati corsi di laurea in infermeria, belle arti, insegnamento e chimica. Il campus ricalca un po' lo stereotipo dei college americani che gli innumerevoli film hanno plasmato nel nostro immaginario: strutture in mattoncini rossi, ampi spazi verdi e ottime strutture sportive che in Italia neanche ce le sogniamo. Il monumento centrale è la statua di Santa Rosa. Lo sport, ovviamente, è immancabile: la Viterbo University è iscritta alla NAIA (la seconda organizzazione sportiva universitaria dopo la NCAA) e annovera squadre maschili e femminili di basket, bowling, calcio (il "soccer"), cross country e golf, quella maschile di baseball e quelle femminili di softball e pallavolo. L'atleta più famoso che ha sfornato è Damian Miller, nato nel '69, campione di baseball MLB nel 2001 con gli Arizona Diamondbacks. Il soprannome delle squadre è V-Hawks, i "falchi di Viterbo", e il colore è l'amaranto. E poiché tutto sembra uscito da un film, meravigliose sono le divise con la scritta "Viterbo" sul petto in grandi caratteri maiuscoli. Ed è facile immaginare una moltitudine di studenti che va in giro con la felpa e il cappellino dei V-Hawks e sostiene le squadre tifando a squarciagola. E se qualche viterbese un giorno vorrà farsi un viaggetto (reale, non virtuale) nel Wisconsin, a Lacrosse, per ritrovarsi davanti a una statua di Santa Rosa e in un posto che si chiama Viterbo, l'indirizzo è Viterbo University, 900 Viterbo Drive, 54601 Lacrosse WI - USA. Quindi non resta che dire, alla maniera americana... GO VITERBO!
LA GRANDE INTER
Si conclude il 2008 e si conclude anche l'anno del Centenario dell'Inter. Nel corso di questi dodici mesi ho voluto celebrare la mia squadra del cuore, qui sul mio blog, con una serie di post dedicati alla storia nerazzurra, ai successi più recenti e ai momenti più emozionanti, come lo scudetto vinto all'ultima giornata. E' doveroso terminare questa rassegna con un piccolo omaggio alla GRANDE INTER e al suo indimenticabile capitano GIACINTO FACCHETTI. L'Inter dei "favolosi anni '60", quella del mago Herrera, del presidente Angelo Moratti e di quella formazione che ogni tifoso sapeva come l'Ave Maria (Sarti, Burgnich, Facchetti...), l'Inter dei nostri genitori, di Sandro Mazzola, una leggenda fatta di passione, successi, uomini di un calcio che non esiste più. Nessuna altra Inter è più riuscita ad eguagliare quel ciclo di successi. La società nerazzurra arrivò a vincere tre scudetti (1963, 1965, 1966), perdendo quello del 1964 allo spareggio con il Bologna dopo che il campionato era finito con le due squadre a pari punti, e arrivando seconda nel 1967 a causa della sconfitta all'ultima giornata contro il Mantova. Inoltre la squadra si impose in Europa con la conquista di due Coppe dei Campioni consecutive nel 1964 e nel 1965 (arrivando in finale nel 1967), in quegli stessi anni vinse anche due volte la Coppa Intercontinentale. Per chi vuole approfondire, ecco due link utili: http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_Inter http://www.interfc.it/Grandeinter.asp Grazie per questo mitico Centenario nerazzurro e Forza Inter!!!
JOHN GRISHAM - L'ALLENATORE
Con gli auguri di Buon Natale che faccio a tutti i lettori e i visitatori abituali, concludo la rassegna di post dedicati all'High School Football che ho proposto qui sul mio blog durante l'autunno. E lo faccio parlando del mio romanzo preferito! Il più bel tributo al football americano dei licei, a mio avviso, non è riuscito a offrirlo nessuno dei mille film su questo tema, ma un romanzo. Ci ha pensato John Grisham, il maestro del legal thriller capace però di raggiungere picchi di eccellenza tutte le volte che si cimenta con lo sport, perché a certi livelli ci si arriva soltanto quando si scrive delle proprie passioni più genuine. Per Grisham, in questo caso, il football, sport che insieme ad altri ama fin da bambino. "L'allenatore" (titolo originale: "Bleachers", cioè "Spalti") è un piccolo capolavoro da non perdere per gli appassionati del genere. Neely Crenshaw è un uomo di trentatré anni che dopo tanto tempo torna nella sua cittadina natale, Messina. Non quella in Italia ma una località fittizia dell'America profonda, uguale a migliaia di altre. Messina è un posto piccolo, provinciale, ma è speciale per il football: ha un grande stadio e la partita del venerdì sera è vissuta come un rito da santificare con devozione assoluta, anche perché è l'unico svago, l'unico motivo di vanto per gli abitanti del paese. Lì, spensierato diciottenne tutto sport e ragazze, Neely era stato una stella degli Spartans, la squadra del liceo che l'allenatore Eddie Rake aveva condotto a un'incredibile serie di vittorie in oltre trent'anni di carriera. Eddie Rake era un coach durissimo, sottoponeva i ragazzi ad allenamenti estenuanti, non li elogiava mai: lo si amava o lo si odiava. Ma i suoi successi lo avevano reso leggendario ed esercitava un'influenza enorme su tutti quelli che giocavano per lui. Coach Rake, ormai anziano e malato, è in fin di vita e la notizia ha richiamato a Messina una moltitudine di ex giocatori, che ora sono diventati uomini, ciascuno con la propria vita, il lavoro, la famiglia, le gioie, i rimpianti e le delusioni. Come Neely Crenshaw: campione mancato e uomo amareggiato, Neely rivede i luoghi dell'infanzia e dell'adolescenza, incontra alcuni dei vecchi compagni e altre persone (tra cui la sua prima ragazza), ripercorre i giorni di gloria sulle gradinate dello stadio deserto, insieme ad altri che sono lì ad attendere solo la notizia della morte del coach. Non si era lasciato bene con Eddie Rake e non lo aveva mai perdonato per un brutto litigio avvenuto durante l'ultima finale di campionato. Soltanto al funerale dell'allenatore, Neely si rende conto di quelli che erano stati i veri insegnamenti di Rake. Perché la vita non si esaurisce in una partita di football. E per Neely è giunta l'ora di smettere di vivere nel passato. Ne "L'allenatore", John Grisham non dimentica proprio nulla degli stereotipi del football liceale, gradevolmente narrati pagina dopo pagina senza alcun eccesso (a parte qualche termine tecnico di troppo): il venerdì sera, gli allenamenti di agosto, tutta la città allo stadio, il fascino dei riflettori, le cheerleader e la banda, lo sceriffo che era stato campione in gioventù, il locale con appese foto e maglie della squadra, la capacità del football di unire una città anche dopo l'integrazione razziale del 1970. Ma le tematiche principali sono i valori semplici, eterni, universali come l'amicizia, l'amore, la capacità di saper perdonare e accettare i propri limiti. INDUSTRY - STATE OF THE NATION
Oggi facciamo un saltino nei mitici anni '80 con questa canzone. E' un brano che affronta il tema della guerra, la storia di ragazzi americani partiti per combattere, senza mai tornare a casa. Perché possono farti pure quanti discorsi vogliono sulla patria, gli ideali, la bandiera, l'onore eccetera, ma l'unica realtà è che in guerra la gente muore. E intendo tutta la gente, militari e innocenti civili, grandi e piccoli, perchè gli esseri umani sono esseri umani e stop. "There's no place like home". Nessun posto è come casa, si conclude la canzone. Il testo è davvero pacifista, semplice, senza atteggiamenti di facciata, e il videoclip è stato girato su una nave da guerra. Perché per sostenere la pace non bisogna necessariamente vestirsi come straccioni e andare in giro con bandiere arcobaleno... Industry I see them marching off to war Don't you worry about the situation When nightmares memories fades to dust Well... Don't you worry about the situation There's no place like home There's no place like home There's no place like home There's no place like home Don't you worry about the situation Don't you worry about the situation They out there fighting for the state of the nation They always have to fight the alienation There's no place like home
YES, WE CAN !
Nel 1979 il liceale all'ultimo anno Barack Obama guidò la squadra di basket della Punahou High School alla vittoria del campionato statale delle Hawaii, battendo 60-28 la Moanalua High School.
Nel 2008 il senatore democratico Barack Obama è stato eletto Presidente degli Stati Uniti d'America, superando nettamente alle elezioni del 4 novembre il candidato repubblicano John McCain. "Se là fuori c'è ancora qualcuno che dubita che l'America sia un luogo dove tutto è possibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri Fondatori sia vivo nella nostra epoca, che ancora mette in dubbio la forza della nostra democrazia, questa notte è la vostra risposta. E a tutti coloro che si sono chiesti se il faro dell'America splende ancora come un tempo dico: questa notte vi abbiamo dimostrato una volta di più che la vera forza della nostra nazione non nasce dalla potenza delle nostre armi o dalla potata della nostra ricchezza, ma dalla forza costante dei nostri ideali: democrazia, libertà, opportunità e invincibile speranza. Questo è il vero talento dell'America, il fatto che l'America può cambiare. La nostra unione può essere perfezionata. E quello che abbiamo già ottenuto ci dà speranza per quello che possiamo e dobbiamo ottenere domani. (...) Questa è la nostra occasione per rispondere a questo appello. Questo è il nostro momento. Questa è la nostra epoca: per rimettere la nostra gente al lavoro e aprire porte di opportunità per i nostri bambini; per riportare la prosperità e promuovere la causa della pace; per rivendicare il sogno americano e riaffermare quella verità fondamentale, che da molti siamo uno; che finché avremo vita avremo speranza: e quando ci troveremo di fronte al cinismo e al dubbio, e a quelli che ci dicono che non ce la possiamo fare, noi risponderemo con quella professione di fede immortale che riassume lo spirito di un popolo: sì, possiamo farcela". Barack Obama
WAITING FOR NEXT SPRING...
I Philadelphia Phillies hanno vinto la World Series 2008 per 4 partite a 1 contro i sorprendenti Tampa Bay Rays, cioè la peggior squadra della passata stagione, e sono così i nuovi campioni di baseball MLB. I New York Mets, purtroppo, come lo scorso anno sono calati durante la fine della regular season, mancando l'accesso ai playoff. Questa era la loro ultima stagione nello storico Shea Stadium, che sarà abbattuto per fare posto a un impianto più moderno, così come lo Yankee Stadium. Quindi durante questo inverno saranno demoliti due templi dello sport newyorkese. Ora la stagione del baseball chiude e riprenderà nella primavera 2009. Ed è giusto riportare qui sotto una bella frase del leggendario giocatore Rogers Hornsby (1896-1963) che dà l'idea della passione che molti hanno per questo sport, a cui mi sono avvicinato negli ultimi tempi: "Mi chiedono cosa faccio in inverno a baseball: guardo fuori aspettando la primavera!"
HIGH SCHOOL FOOTBALL !
Oggi è venerdì sera, è il momento dell'high school football! Vagando sul web alla ricerca di squadre liceali di football, ne va bene una qualsiasi tanto sembrano tutte uscite da un film, mi sono imbattuto nel sito della North Jackson High School di Stevenson, Alabama, ma poteva essere qualsiasi altra scuola di qualsiasi altra cittadina della profonda provincia americana. La squadra di questo liceo ha come nickname Chiefs, "i Capi", e nella home page c'è subito il risultato e la cronaca dettagliata dell'ultima partita: un sonoro 42-21 rifilato ai malcapitati di Fairview. In fondo, numeri e classifiche, con i Chiefs che sono quarti con sette vittorie e una sconfitta. E siamo quasi alla fine della regular season: è vero, i campionati di football liceale finiscono a dicembre, in tutto sono una dozzina di partite, playoff compresi. Ai Chiefs manca ancora una gara e poi dovrebbero disputare i playoff. In alto, accanto alla testata, sono riportati in bella mostra i titoli del passato vinti da questa high school, campione statale dell'Alabama categoria 4A nel 1983 e i riconoscimenti minori, come i piazzamenti regionali. Alcuni siti, ma non questo, portano sotto il nome della scuola la frase "Home of the...", secondo l'usanza di riportare fisicamente sotto l'insegna dell'edificio il nickname delle loro squadre sportive di un liceo. In una pagina ci sono le foto dello stadio, tutti uguali, con due tribune sui lati lunghi e pista di atletica nera intorno al rettangolo verde. Un'altra pagina presenta uno per uno tutti gli allenatori, che in questo sport sono una decina per ogni team, il cui capoallenaotre è tale Shawn Peek. Poi le statistiche, l'archivio storico, i record, il roster di quest'anno, l'immancabile foto dei giocatori, con le cheerleaders, alle quali è dedicata un'intera sezione. C'è una pagina che parla soltanto del tappeto erboso dello stadio e della persona che lo cura e un'altra pagina illustra la banda che suona durante le partite. E' incredibile che ci troviamo di fronte a ragazzi al massimo diciottenni: qua da noi i ragazzini che fanno sport chi se li filerebbe mai? Prossimo match in trasferta con Etowah High School. Il 31 ottobre. Friday night, of course! ALTRI MIEI POST SUL FOOTBALL LICEALE: http://pianetamec.spaces.live.com/blog/cns!F02D67058627E1CE!1131.entry NOTIZIE SUL FOOTBALL LICEALE: http://en.wikipedia.org/wiki/High_school_football SITO DELLA NORTH JACKSON HIGH SCHOOL : http://www.njhschiefs.com/ UN ALTRO SITO MOLTO BELLO DI UNA SQUADRA LICEALE DELL'OKLAHOMA: http://www.rougherfootball.com/
IL TUO NOME NELLO SPAZIO !
Questa è una di quelle cose a prima vista completamente inutili che ci sono sul web, però è carina: manda il tuo nome nello spazio! C'è tempo fino al 1° novembre 2008. Ecco come. La NASA sta preparando una nuova sonda spaziale, chiamata Glory, il cui lancio è previsto il 15 giugno 2009. L'agenzia americana offre la possibilità di poter avere il proprio nome in rotazione nell'orbita della Terra e promette di inviare i dati di tutte le persone che ne fanno richiesta sul satellite in questione. Per essere accontentati - è tutto gratis - basta inserire i propri dati sul sito “Send Your Name Around the Earth” il cui indirizzo è: I partecipanti riceveranno via e-mail un certificato dalla NASA e il loro nome verrà inciso su un microprocessore che farà parte del satellite Glory. Quello che vedete in foto è il mio! La missione principale di Glory sarà quella di studiare gli effetti delle particelle spaziali chiamate “aerosol” nell’atmosfera e l’influenza del Sole nel clima terrestre. Il satellite Glory partirà il 15 giugno 2009 dalla base Vandenberg Air Force in California e sarà parte di ciò che la NASA chiama “Afternoon Constellation” o “A-Train”, un sistema di satelliti di osservazione che completeranno l’orbita della Terra ogni 100 minuti. Siete pronti? COME WITH ME IN THE SPACE!
OKLAHOMA CITY THUNDER
"Caro insonne di Seattle, io vivo a Tulsa...Dov'è?" A conclusione del post dell'altra volta avevo accennato che l'Oklahoma è chiamato "Sooner State". E' giunto il momento di spiegare il perché e affido la spiegazione al numero 29 anno 2005 della rivista American Superbasket: "Lo stato dell'Oklahoma è entrato ufficialmente a far parte degli Stati Uniti il 16 novembre 1907. Già nell'Ottocento, però, in questa distesa di prati e boschi che nella parte occidentale della prateria si innalza fino a circa 1500 metri, mentre in quella a nord est ha un paesaggio di suggestive vallette e delicati crepacci quasi da scenario western, era stata utilizzata dal governo centrale per uno scopo non proprio nobilissimo: sistemarvi le tribù indiane sfrattate da altre zone (...) Oklahoma deriva da okla humma, che nella lingua degli indiani Choctaw vuol dire "terra delle genti rosse" (...). C'era però una zona chiamata Unassigned Lands, in pratica territori non assegnati a nessuno, e verso la fine del secolo furono in tanti a esprimere il desiderio di popolarlo e colonizzarlo, visto che la pianura pareva fertile come quella, appena ad ovest, del Missouri, e anzi alcuni erano riusciti a intrufolarvisi senza farsi vedere e a costruire fattorie. Il 2 marzo 1889 il presidente americano Benjamin Harrison firmò il decreto che a partire dal 22 aprile apriva le Unassigned Lands a chiunque ne volesse prendere possesso. Scene micidiali: quasi 10.000 pionieri si erano piazzati già da giorni al confine, pronti a scattare a cavallo, su somari, su carri trainati da cavalli, in bicicletta e persino a piedi, a mezzogiorno al suono del cannone, ma alcuni erano riusciti a eludere la sorveglianza già durante la notte, prima ("sooner") e da qui nasce il soprannome di Sooner State, e Sooners - con un carro di pionieri che entra in campo prima della partita - è il soprannome delle squadre della University of Oklahoma (...) Fu proprio qui che nacque Oklahoma City, una delle pochissime città al mondo ad avere una data di nascita netta e precisa, il 22 aprile 1889". Per concludere, aggiungo che la vicenda è narrata nel film western Cimarron del 1960, con Glenn Ford.
ADDIO, YANKEE STADIUM !
Simpatizzo per i New York Mets ma oggi devo parlare dell'altro team della Grande Mela, gli Yankees. O meglio, del loro stadio. Perché oggi lo Yankee Stadium ospiterà per l'ultima volta una partita della squadra in divisa bianca a righine blu (oggi gli Yankees, che stranamente non si sono qualificati per i playoff, ospitano i Baltimore Orioles). Come spesso succede in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, per aumentare il profitto economico e migliorare il comfort degli spettatori il vecchio impianto sarà demolito e sostituito da uno nuovissimo e sfavillante che magari non lo farà rimpiangere, però in questo modo se ne vanno dei veri e propri monumenti dello sport. Il nuovo Yankee Stadium è in fase di ultimazione e si trova proprio lì accanto, sembra molto bello e di certo per la squadra di baseball più famosa al mondo non potevano mica costruire un obbrobrio. E' però opportuno rendere omaggio al vecchio "diamante", come avevo già fatto per lo stadio dei Mets tempo fa (lo Shea Stadium), anch'esso destinato alla demolizione: così, in un solo anno, New York perderà i suoi due storici stadi del baseball. Lo Yankee Stadium si trova nel quartiere del Bronx ed è stato costruito 85 anni fa, nel 1923. Può ospitare quasi 58 mila spettatori e ha conosciuto una ristrutturazione nel 1975. Fu presto soprannominato "The House That Ruth Built" ("La casa che Ruth costruì") perché fu teatro delle gesta del leggendario giocatore Babe Ruth. E non solo di lui: Joe Di Maggio, Lou Gehrig, Mickey Mantle e tanti altri campioni scrissero qui molte delle pagine più belle della storia del baseball. Così come altrettanti furono gli appellativi con cui è stato chiamato lo Yankee Stadium: "The Cathedral of Baseball", "The Big Ballpark in The Bronx", o semplicemente "The Stadium", lo stadio per antonomasia. Ben sedici edizioni della World Series (la finale del campionato professionistico Mlb), di cui nove vinte dagli Yankees, sono andate in scena qui. Allo Yankee Stadium sono leggendari anche alcuni luoghi interni all'impianto, come il Monument Park, una sezione dello stadio in cui sono esposti numeri ritirati, targhe e cimeli, o "The Frieze", il fregio bianco, originariamente di rame, che scorre sul lato curvo sopra i tabelloni. Lo Yankee Stadium, infine, è stato anche scenario di film e qui ne vanno ricordati almeno due. Uno è "For love of the game" con Kevin Costner (la traduzione letterale del titolo, "Per amore del gioco", come spesso accade è stata completamente snaturata nella versione italiana in "Gioco d'amore") nei panni di Billy Chapel, un lanciatore dei Detroit Tigers a fine carriera, che nella sua ultima apparizione da professionista riesce a compiere la partita perfetta proprio qui allo Yankee Stadium. Il film ha come ambientazione principale il diamante newyorkese mentre la vita e la vicenda sentimentale del protagonista è ripercorsa attraverso flash-back. L'altro film è "Scoprendo Forrester" con Sean Connery e Rob Brown, rispettivamente un vecchio e solitario scrittore (William Forrester) e un promettente liceale (Jamal Wallace) che diventano amici aiutandosi reciprocamente a superare le loro difficoltà. Lo sport principale di questo film è il basket, ma una scena è girata all'interno dello Yankee Stadium: Jamal, grazie al fratello che è il parcheggiatore dello stadio, fa un regalo a sorpresa all'anziano e disilluso William, portandolo una sera sul monte di lancio dello Yankee Stadium deserto e facendogli rivivere le emozioni della sua giovinezza. Nel primo film il monte di lancio di questo stadio viene definito "il luogo più solitario del mondo".
JOVANOTTI - FANGO
Oggi ho voglia di inserire una canzone e la scelta è presto fatta: questo testo mi è piaciuto molto! Buon ascolto! Jovanotti Io lo so che non sono solo Sotto un cielo di stelle e di satelliti io lo so che non sono solo La città è un film straniero senza sottotitoli io lo so che non sono solo e mi fondo con il cielo e con il fango e mi fondo con il cielo e con il fango
NIKE PLUS HUMAN RACE 2008
Domenica 31 agosto 2008 insieme a vari amici ho partecipato alla NIKE PLUS HUMAN RACE, una corsa podistica organizzata dalla Nike in varie città del mondo tra cui ROMA. Un bellissimo percorso di 10 km attraverso il centro storico della capitale, di sera, con i monumenti illuminati. E' stata un'esperienza indimenticabile, anche perché sono riuscito a completare la corsa con un tempo inferiore all'ora: 57 minuti e 5 secondi! E senza prendere scorciatoie, come hanno fatto certi furbacchioni! Dicono che per un principiante - io avevo appena venti giorni di allenamento e non avevo mai partecipato a una gara podistica - è un buon tempo. Sono arrivato 2493° su 10 mila partecipanti. Poi faceva caldissimo, ma non mi ha dato fastidio, sono abituato a fare sport con temperature elevate. Comunque le cose più belle sono stati gli applausi di incoraggiamento e i "cinque" scambiati con il pubblico, mi hanno dato una carica pazzesca. Durante la corsa ho visto finalmente l'Ara Pacis: beh, devo dire che quel padiglione moderno mi è piaciuto tantissimo, e pensare che vorrebbero abbatterlo... ma fatemi il piacere! Alla fine c'è stato al Circo Massimo il concerto di Casino Royale, Neffa e Subsonica. Grazie a quelli che hanno partecipato alla Nike Plus Human Race insieme a me, in particolare a Daniele M. che ho preceduto di soli otto secondi (e lui sì che era fuori allenamento), Simone, Francesca, Jody, David, Marco, Emanuela, Antonio Aldo, Ferdinando, Marianna, Martina, Leonardo, Iosto, Luigi e altri... tutti arrivati dietro di me! Ihihihih! Questa qui sopra è una foto che mi ha scattato uno sconosciuto fotografo.
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